Ricordo di una giornata contro la violenza sulle donne

Memories of a special day

Il 2015 fu un anno particolare per me: la grave e improvvisa malattia di mia madre mi portò a dedicarle tutto il mio tempo, vivere per lei, per ogni suo bisogno, restituendo una goccia di quello che lei aveva fatto per me.

2015 was a special year for me: my mother’s serious and sudden illness led me to dedicate all my time to her, to live for her, for her every need, giving back a drop of what she had done for me.

Usciamo dall’angolo – We go out the corner

Ripenso spesso a quel periodo, doloroso e triste, ma anche bello ed emozionante, molto emozionante, ogni giorno sempre di più. Si ricreò quella complicità fra madre e figlia che con gli anni di lontananza era andata perduta, non mancavano nemmeno le risate, perché la mamma era molto simpatica pur con le sue parole semplici e dirette.

I often think back to that period, painful and sad, but also beautiful and exciting, very emotional, every day more and more. This recreated that complicity between mother and daughter that had been lost with the years of distance, there was no lack of laughter, because my mother was very nice even with her simple and direct words.

Uscivo solo per lavoro e raramente qualche camminata, proprio come in questo anomalo 2020.
In una di queste rare passeggiate per il centro di Prato, mi ritrovai in una piazza del comune tappezzata di bottiglie bianche, vuote, per terra, e nastri rossi per aria, che facevano da tetto. Sotto i portici un brulichio silenzioso e mesto di donne, tutte vestite di nero, tutte con un fiore rosso in mano.

I only went out for work and rarely a few walks, just like in this anomalous 2020.
In one of these rare walks through the center of Prato, I found myself in a town square carpeted with white, empty bottles on the ground, and red ribbons in the air, which served as a roof. Under the arcades a silent and sad swarm of women, all dressed in black, all with a red flower in their hand.

Mi fermai incuriosita, e dopo poco, quelle donne, una per una, “sfilarono” al centro della piazza, tagliarono un nastro rosso, misero il fiore in una delle bottiglie vuote e tornarono al loro posto. Contemporaneamente, in sottofondo, una musica di violoncello molto coinvolgente e una bellissima voce femminile scandiva nomi di donna. Si creò un’atmosfera molto suggestiva, un’ora col cuore in gola e brividi sulla pelle.

I stopped curious, and after a while, those women, one by one, “paraded” in the center of the square, cut a red ribbon, put the flower in one of the empty bottles and returned to their place. At the same time, in the background, a very involving cello music and a beautiful female voice chanted women’s names. A very suggestive atmosphere was created, an hour with the heart in the throat and shivering on the skin.

Qualcosa intuii e poi m’informai:
era la Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle donne e diverse associazioni di Prato, fra le quali Ipazia, coordinate dal Centro antiviolenza La Nara, avevano organizzato questa toccante e meravigliosa performance per commemorare le vittime di femminicidio di quell’anno.
Il taglio del nastro come simbolo di vita spezzata.

Something I sensed and then I inquired:
it was the World Day Against Violence against women and various associations in Prato, including Hypatia, coordinated by the La Nara anti-violence center, had organized this touching and wonderful performance to commemorate the victims of femicide that year.
Cutting the ribbon as a symbol of broken life.

Erano 115 donne, 115 nastri rossi, 115 bottiglie. 115 vite spezzate.

There were 115 women, 115 red ribbons, 115 bottles. 115 broken lives.

p.s. Mentre sto selezionando queste foto, incontro lei … che mi pare proprio di conoscerla. Le scrivo: ”sei te o ti somiglia?” conferma, è proprio lei! Al tempo non la conoscevo :) e adesso ne approfitto per chiederle qualche notizia in più su quell’evento e scopro che è una delle socie “Ipaziane”.

p.s. While I’m selecting these photos, I meet her … I really think I know her. I write to her: “are you or does she look like you?” confirm, it’s her! At the time I did not know her :) and now I take the opportunity to ask her some more information about that event and I discover that she is one of the “Ipaziane” members.

Ipazia è un’associazione di volontariato con l’obiettivo di promuovere una cultura di uguaglianza e inclusione. Prende nome e ispirazione dalla filosofa e scienziata, Ipazia di Alessandria d’Egitto, una donna estremamente intelligente e colta, che per questo fu uccisa. per conoscere e seguire l’Associazione Ipazia clicca qui

Ipazia is a voluntary association with the aim of promoting a culture of equality and inclusion. It takes its name and inspiration from the philosopher and scientist, Hypatia of Alexandria in Egypt, an extremely intelligent and cultured woman, who was killed for this. to follow the Ipazia Association click here

Libri che consiglio:
“Ipazia. La vera storia” – Silvia Ronchey
“Ipazia. Vita e sogni di una scienziata del IV secolo” – Colavito Antonino, Petta Adriano
“Io sono Malala. La mia battaglia per la libertà e l’istruzione delle donne” – Malala-Yousafzai
“Liberi dalla paura” – Aung San Suu Kyi
“UNA BIOGRAFIA DI FRIDA KAHLO” – Hayden Herrera

Book I recomend:
“Hypatia. The True Story” – Silvia Ronchey
“HYPATIA, life and dreams” – Colavito Antonino, Petta Adriano
“I am Malala. My battle for women’s freedom and education ”- Malala-Yousafzai
“Freedom from Fear: And Other Writings” – Aung San Suu Kyi
“Frida: The Biography of Frida Kahlo” – Hayden Herrera